Primopiano

L’ennesimo falso del Fatto Quotidiano

 

Purtroppo stamattina vi devo parlare del Fatto quotidiano in relazione al sottoscritto. Non lo faccio mai, poiché sono convinto che la polemica con chi ha la consuetudine all’insulto sistematico serva solo a moltiplicare il fango quotidiano già ampiamente messo in circolazione da quel giornale. Stamattina però devo fare una precisazione sull’ennesimo falso pubblicato. Fabrizio D’esposito, in un articolo che teorizza una mutazione del Pd, mi attribuisce una frase che non ho mai pronunciato. La frase si riferisce al fatto che avrei sostenuto l’esistenza di un “accanimento giudiziario” contro il mio partito. Ecco, questa frase non l’ho mai detta né pensata, ma il fraudolento giornalista me l’ attribuisce. La stessa cosa ha tentato di fare Roberto Speranza in una puntata recente di Porta a porta, ma lì ho avuto gioco facile a svelare la manipolazione, essendo un dibattito in diretta, chiarendo che noi siamo il partito che i processi li chiede per fare chiarezza. Che l’analogia con il Berlusconi dell’accanimento giudiziario è comica, prima ancora che rivelare la mancanza di argomenti degli scissionisti, in buona compagnia dei grillini e del loro organo di stampa. Qui, invece, l’insinuazione resta su carta, senza ovviamente che nessuno mi abbia interpellato. A tal proposito oggi faccio un’intervista sul Dubbio, che invece è un giornale che sente dalla voce dell’intervistato quello che ha da dire, senza mettergli in bocca frasi inventate (pensate che assurdità!).
In verità, ho parlato di “accanimento” in quella trasmissione, ma di accanimento mediatico da parte di alcune testate, che fondano le loro tesi precostituite su insinuazioni, intercettazioni illegittime e anche su prove false (come testimonia l’evoluzione della vicenda Scafarto). Esattamente quello che è accaduto anche oggi, come sempre, su quel giornale. Del resto, sono convinto da tempo che il Fatto sia impegnato a sostenere le tesi grilline con ogni mezzo, dalle giustificazioni per le vicende giudiziarie dei collaboratori più stretti della Raggi all’attacco sistematico al Pd. Liberi loro di farlo, libero io di considerarlo giornalismo tendenzioso.
Ps. Il suddetto Fabrizio D’Esposito scrisse un articolo il 21 giugno del 2014 in cui “scopri” il “vero” motivo della mia uscita da Sel. Sapete qual era il titolo? “La scissione sul lettino del guru”, dove si teorizzava che, sotto l’influenza di un guru omofobo, avrei scelto di abbandonare una forza politica guidata da Vendola. Una porcheria che testimonia la qualità del giornalista! All’epoca cercai di replicare, ma quel giornale mi fece scrivere solo tre giorni dopo. Oggi lo faccio qui

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