Giustizia

A Pomigliano l’inizio di una nuova storia

Voto a Pomigliano d’Arco: l’inizio di una nuova storia

La convenzione è convocata alle 10. Alle 9.55 mi accoglie il segretario, Gerardo Giannone, che mi offre il caffè di rito nello studio di Roberta Luise, una giovane avvocata (che difende i lavoratori ed è anche nel consiglio comunale), mentre attendiamo che la convenzione abbia inizio. Ero impaziente.

La prima convenzione, del mio primo congresso nel Pd, in cui presento  la mozione Renzi è in un circolo che mi ha sempre fatto un po’ soggezione: il circolo operaio della Fiat di Pomigliano d’Arco. Ho imparato da ragazzo che con gli operai bisogna sempre essere puntuali, non divagare, prendere nota delle novità che la fabbrica propone. Mentre parlo so che sarò “pesato”, al di là del voto finale che, fin dai primi interventi, sembra mettersi bene. Giovanni, che è anche nel sindacato, e Gerardo raccontano del nuovo modello, un mini Suv Alfa, che prenderà il posto della Panda e che potrebbe segnare il rilancio dello stabilimento.

L’ottimismo che si incrocia alla preoccupazione

L’ottimismo, però, si incrocia con la preoccupazione per il possibile esaurimento degli ammortizzatori nella fase di passaggio. È qui che la politica viene richiamata all’ordine ed alla vigilanza. C’è anche il sindaco di Casalnuovo, uno dei tre paesi con Pomigliano e Acerra, con la più alta presenza di operai Fiat. Racconta delle borse lavoro per chi perde il lavoro in età più avanzata, realizzate in collaborazione con la regione.

Quanto a me, ricordo solo alcune delle moltissime vertenze che i governi Renzi e Gentiloni hanno affrontato e risolto, come prova di un impegno che non mancherà. Poi interviene Anna Rita, che lavora per una ditta che offre il servizio mensa. È il momento più intenso. Con poche battute chiede al Pd di non lasciare soli quei lavoratori, spesso lavoratrici, che hanno sacrificato il tempo degli affetti e la loro stessa salute, oggi più deboli nei confronti delle aziende che intendono ristrutturare.

Il circolo appena riaperto

Infine Beniamino, che è il decano, in pensione, del circolo. Non era “renziano”, lo è diventato durante il referendum costituzionale e voterà Renzi per l’impulso che ha messo nella sua azione riformatrice. A questo punto si tratta di votare. Il circolo si è appena riaperto (nel 2009 chiuse i battenti, durante un altro congresso) e conta 26 iscritti. Sono venuti a votare in ventidue e 21 di loro ha votato per Renzi, mentre un voto è andato a Orlando.

Ma questo non è che l’inizio di una nuova storia, dove, al di là della divisioni congressuali, il 100% di quei lavoratori mi ha, in conclusione, detto: noi siamo tornati e abbiamo riaperto il circolo di fabbrica, tornate anche voi a frequentarlo di più. Impegno che voglio assolutamente mantenere.

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